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Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini

Occhi e nasi
(Ricordi dal vero)
Prefazione di Roberto Barbolini

SINOSSI
Come nelle Macchiette pubblicate un anno prima, anche in Occhi e nasi (1881) Collodi non risparmia nessuno: scapoli e ammogliati, attori e giurati, bambini e fiorentini, cameriere e cavalieri vengono passati attraverso il bulino di un’ironia bonariamente micidiale.
Ma Occhi e nasi è soprattutto una sfilata di “tipi” da commedia dell’arte, caratteri fissati in pochi tic esemplari, come certi personaggi dei fumetti. Prendete il bastian contrario di Sangue italiano, l’autore novellino di Autori e comici, o il Cornelio cornuto contento de L’amico del quieto vivere. Tra queste inani figurette, anche i drammi sentimentali si trasformano in farsa, come nell’esilarante Le persone prudenti. Le battute dei personaggi somigliano allora a recitativi secchi, e alle spalle dell’umorismo collodiano si sente rimbombare il mondo del melodramma: non certo le trombe egizie dell’Aida di Verdi, che Collodi non amava, ma il preciso ritmo comico e il prodigioso “crescendo” del prediletto Rossini.

Roberto Barbolini